In memoria degli Internati Militari Italiani turesi e dei vincitori del Premio Turi
Il professore Osvaldo Buonaccino d’Addiego propone di ricordare gli oltre 70 turesi internati nei lager nazisti e di rendere omaggio ai cittadini che hanno dato prestigio al paese con l’intitolazione di strade e piazze
Lo scorso 17 giugno il professore Osvaldo Buonaccino d’Addiego ha inviato una lettera al sindaco di Turi, Giuseppe De Tomaso, e all’intero Consiglio comunale, chiedendo all’Amministrazione di valutare l’intitolazione di una piazza, di un largo o di un viale ai turesi internati nei lager nazisti e di dedicare alcune vie del centro cittadino ai concittadini insigniti del Premio Turi.
«Il prossimo 20 settembre – scrive il professore – si celebrerà per la seconda volta la Giornata degli I.M.I. (Internati Militari Italiani), istituita dal Parlamento nel gennaio 2025 per far conoscere e non dimenticare la dolorosa vicenda dei 650.000 soldati italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, scelsero la prigionia e il lavoro forzato nei lager nazisti piuttosto che collaborare con il nazifascismo».
Buonaccino d’Addiego spiega che recenti ricerche d’archivio dedicate alla storia del padre, integrate con le domande di iscrizione alla locale sezione degli ex combattenti, «hanno riportato in vita i nomi di più di 70 turesi che, pur avendo conosciuto le terribili condizioni di vita dei lager tedeschi dove furono internati, per tre volte rifiutarono l’invito a ritornare a combattere nell’esercito nazifascista.
A loro vanno aggiunti 7 turesi deceduti durante la prigionia e 6 deceduti a seguito dell’affondamento delle navi che li trasportava in Germania».
Il loro coraggio e il loro sacrificio – sottolinea il professore – rappresentano una delle pagine più significative della Resistenza italiana, al pari di quella combattuta sulle montagne e nelle città. Una storia rimasta troppo a lungo nell’ombra e che oggi merita di essere conosciuta e trasmessa alle nuove generazioni.
Da qui la richiesta rivolta all’Amministrazione comunale: «Fare in modo che non si perda l’esempio di questi benemeriti nostri concittadini, mediante l’intitolazione di una piazza, un largo, un viale che, insieme ad una lapide, ne ricordi i nomi».
Alla proposta centrata sugli Internati Militari Italiani, Buonaccino d’Addiego affianca «l’invito (fatto già diverse volte ma senza alcun esito) di intitolare vie del nostro centro abitato (non periferiche o insignificanti: sarebbe oltre modo ingiusto oltre che offensivo) a quei cittadini che, per aver dato lustro al proprio paese, hanno meritato il PREMIO TURI».
«Fino ad ora – ricorda – i premiati sono stati 17; purtroppo alcuni sono deceduti ma rimane ancora vivo il ricordo: don Vito Ingellis; don Giovanni Cipriani; prof. Matteo Pugliese; prof. Patrizio Massaro; prof. Giandomenico De Carolis; sig. Vincenzo Rossi; sig. Stefano Rossi; prof.ssa Teresa Dell’Aera Luparelli. Ad alcuni (quelli in neretto) è stata già intitolata una strada; ad altri no. Sarebbe giusto, invece, farlo per tutti i premiati, alla memoria.
Ai predetti, devo aggiungere un altro nome, conosciuto e stimato da tutti i turesi di una certa età: quello di Rino Valerio, educatore, poeta, cofondatore del Premio Turi, recentemente scomparso».
«Voglio sperare – conclude Buonaccino d’Addiego – che questa mia duplice richiesta, portata alla conoscenza di tutti i consiglieri comunali, venga presa in considerazione, a dimostrazione del rispetto tangibile che si dà a chi ha degnamente dato lustro alla storia della comunità di appartenenza e merita di rimanere vivo nel ricordo di tutti».
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