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Pino Pascali, un genio con una storia turese ​

 

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Turi riscopre il legame con il grande protagonista dell’arte contemporanea. All’Auditorium comunale un incontro dedicato alle radici pugliesi e al soggiorno in città durante la guerra

«Pino Pascali, un genio con una storia turese». È il titolo ideale per raccontare il senso dell’iniziativa che lunedì 19 ottobre ha riunito all’Auditorium comunale “Giovanni Maria Sabino” studiosi, appassionati e cittadini per celebrare il 91° anniversario della nascita di uno dei più originali protagonisti dell’arte contemporanea italiana.

L’incontro, dal titolo “Buon compleanno, Pino! Pino Pascali a Turi. Le radici di un immaginario”, ha riportato al centro dell’attenzione il legame tra l’artista e la città, intrecciando approfondimento storico e critico, memoria e linguaggi artistici.

Tra il 1943 e il 1944, nel pieno della Seconda guerra mondiale, la famiglia Pascali trovò rifugio a Turi, ospitata in un’abitazione della famiglia Ingellis, mentre Bari era colpita dai bombardamenti. Una vicenda tramandata anche attraverso la memoria di don Vito Ingellis, che contribuisce a ricostruire una pagina significativa della storia personale dell’artista e del rapporto con il territorio.

A sottolineare il valore di questo legame è stato il sindaco di Turi, Giuseppe De Tomaso, che nel suo commento sulla sua pagina facebook ha ricordato la versatilità di Pascali, scultore, scenografo e artista dalla straordinaria capacità creativa, evidenziando come la sua vicenda umana si intrecci con la storia della comunità turese. Una vita intensa, interrotta tragicamente nel 1968, a meno di 33 anni, in seguito a un incidente stradale.

Ad aprire e condurre l’incontro è stata Anna Maria Rizzi, dell’Accademia di Belle Arti di Bari, che ha accompagnato con competenza ed eleganza i diversi momenti della serata. Dopo i saluti istituzionali del sindaco, è intervenuto Giuseppe Teofilo, direttore artistico della Fondazione Pino Pascali – Museo d’Arte Contemporanea di Polignano a Mare.

Il programma è proseguito con gli interventi di Cinzia Pedone, autrice del volume Quel bacio tra i capelli. Pino Pascali a Turi in fuga dalle bombe su Bari del 1943, e di Lia De Venere, storica e critica d’arte, curatrice ed ex docente di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti e l’Università di Bari.

I contributi hanno permesso di approfondire la figura dell’artista, il contesto storico del suo soggiorno a Turi e le radici di un immaginario che avrebbe trovato espressione in una delle esperienze più originali dell’arte italiana del Novecento.

A impreziosire la serata è stato l’intermezzo coreografico Attimi, interpretato da Elisabetta Greco, ballerina classica professionista e insegnante accademica, originaria di Turi. La sua esibizione ha riscosso un caloroso apprezzamento, culminato negli applausi a scena aperta, come ha sottolineato lo stesso Sindaco De Tomaso.

La serata è proseguita con un brindisi in onore dell’anniversario della nascita dell’artista e con la possibilità di visitare la mostra documentaria dedicata al soggiorno di Pascali a Turi. L’esposizione raccoglie materiali alla base del saggio di Cinzia Pedone, gentilmente concessi dalla famiglia Ingellis e dalla professoressa Antonietta Di Maggio.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per restituire visibilità a una pagina di storia locale che merita di essere conosciuta e valorizzata, mostrando come le vicende di una comunità possano intrecciarsi con quelle di personalità di rilievo nazionale e internazionale.

Ricordare Pino Pascali a Turi significa custodire una memoria condivisa e riconoscere nella cultura un’occasione di conoscenza, identità e promozione del territorio. Un legame da valorizzare attraverso nuove iniziative di ricerca e divulgazione, affinché la storia dell’artista e il suo rapporto con la città continuino a essere raccontati alle nuove generazioni.

L’articolo Pino Pascali, un genio con una storia turese proviene da Turi – La Voce del Paese.

 

 

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