Cinque furti in meno di due ore: i Carabinieri di Cassano arrestano quattro persone
Base a Santeramo in Colle, dove vive il “basista” e tre residenti a Cassano delle Murge per organizzare una serie di cinque furti, compiuti in meno di due ore nelle farmacie del Metapontino.
Quattro persone – due italiani e due di origini albanesi – sono finite in carcere nella mattinata del 25 agosto, in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Matera su richiesta della Procura.
Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Cassano delle Murge, che hanno condotto le indagini insieme ai militari di Policoro ed in coordinamento con la Compagnia di Altamura.
Gli indagati – di cui non sono state rese note le generalità – sono accusati, a vario titolo, di furto aggravato e riciclaggio in concorso con altre persone ancora da identificare.
I colpi sarebbero stati messi a segno tra l’una e le tre del 31 marzo scorso, ai danni di cinque farmacie situate tra Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri. Il valore complessivo di denaro, assegni e casse automatiche sottratti è stato quantificato in circa 37mila euro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, almeno cinque persone con il volto coperto avrebbero agito utilizzando strumenti da effrazione, radio ricetrasmittenti e torce frontali. Per raggiungere gli obiettivi si sarebbero servite di una Range Rover Sport rubata alcune settimane prima a Ginosa, sulla quale sarebbero state applicate targhe sottratte a una Porsche Macan parcheggiata a Scanzano Jonico.
Dopo i furti, il suv sarebbe stato condotto nella base individuata a Santeramo in Colle e successivamente ritrovato completamente incendiato. Nei locali ritenuti a disposizione del gruppo i carabinieri avrebbero rinvenuto veicoli di provenienza furtiva, passamontagna, piedi di porco, torce, ricetrasmittenti e altri strumenti considerati compatibili con la preparazione di reati contro il patrimonio.
Le indagini si sono concentrate sui filmati delle telecamere delle farmacie e della stessa presunta base operativa. Gli investigatori hanno inoltre analizzato la memoria di un telefono sequestrato, nel quale sarebbero state trovate precedenti ricerche online su alcune delle attività poi colpite e su altri possibili obiettivi.
Fra l’altro uno degli arrestati era rimasto coinvolto nella operazione della Polizia di Stato di cui abbiamo dato notizia oggi sul nostro giornale.
Per il gip, tre indagati avrebbero partecipato direttamente ai furti, mentre il quarto avrebbe fornito un contributo logistico mettendo a disposizione e gestendo i locali utilizzati per custodire veicoli e attrezzature. Le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento, nel contraddittorio con le difese.

