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Dieci anni di “Civico 15”: il coraggio di credere, la forza di perseverare ​

 

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di Rossano Giustino

Una storia fatta di coraggio, lavoro e sacrifici. Il protagonista è un giovane ragazzo cassanese che, dopo anni di gavetta, decide di dar vita al suo sogno: aprire la sua barberia. Dietro “Civico 15” c’è una storia fatta di passione, crescita e soprattutto perseveranza: quella forza silenziosa che, giorno dopo giorno, ha trasformato un’idea in un punto di riferimento. In occasione dei suoi primi dieci anni, ripercorriamo questa avventura attraverso le parole di chi l’ha immaginata, costruita e vissuta: Ezio Petruzzellis.

Qual è stato il tuo percorso professionale prima di aver aperto un tuo locale?

Il mio percorso professionale inizia il pomeriggio del 28 marzo del 2000, quando avevo 10 anni. Il mio padrino di cresima, Vito Disabato, nonché mio primo maestro, mi chiese di andare ad aiutarlo nel salone come “garzone”. Ho proseguito poi a Mantova in un parrucchiere da donna, successivamente a Bari da “Gino e Michele”, altri due miei pilastri fondamentali della mia formazione, e si è concluso nuovamente da Vito, senza il quale non mi sarei mai affacciato a questa professione.

Come nasce l’idea di aprire Civico 15?

Civico nasce dalla voglia di creare un nuovo format, un Hair Club. Un posto dove tutti si sentono parte di un gruppo, di un modo di pensare alternativo, dove a far da padrone non è solo l’estetica, l’acconciatura, ma l’arte in senso lato…musica, confronto e bella compagnia!

Quali sono state le difficoltà più importanti che hai affrontato nei primi anni?

Le mie prime paure nascono ancor prima di aprire “Civico 15”, ed erano legate in primis alla difficoltà interiore che ho avuto nel comunicare a Vito che sarei andato via dal suo salone, e quindi la delusione che lui avesse potuto vivere…e poi alla realizzazione pratica del progetto, alla ristrutturazione del locale che mi ha portato via quasi sei mesi, nei quali ho avuto paura di non farcela, paura che il mio sogno non prendesse forma, e paura di perdere i miei clienti-amici. Dopo aver aperto, invece, le prime paure sono state legate alla critica che ho subito in merito ai prezzi dei miei trattamenti. Si mormorava che avrei dovuto chiudere la mia attività nel giro di pochi mesi, ma fortunatamente i fatti parlano del contrario. Anche iniziare a pagare un mutuo ha portato con sé le sue anise: per me è stata la mia prima volta, e anche qui sento di dover ringraziare mio nonno Benito, padre e pilastro della mia vita senza il quale non avrei ottenuto il mio finanziamento.

Come è cambiato il mestiere del barbiere in questi dieci anni?

Negli ultimi dieci anni la cura dell’uomo è aumentata sempre di più, e contestualmente anche la nostra figura è cambiata. Ci siamo aggiornati: applichiamo trattamenti al viso, consigliamo il taglio più adatto alla persona…la barba non si accorcia più, ma si ridisegna, diventa elemento estetico.

Quanto è stato importante il rapporto con i clienti nella crescita di Civico 15?

I miei clienti sono amici, fanno parte del mio locale, con loro condivido un modo di pensare, un confronto costante. Senza di loro e del rapporto instaurato in questi anni, Civico non sarebbe mai stato lo stesso. Un grazie va a loro per la fidelizzazione che mi riconfermano ogni giorno.

Qual è stata la soddisfazione più grande che questa attività ti ha regalato?

Sono soddisfatto e fiero di tante cose: prima tra tutte la passione che ho trasmesso ai miei collaborator, e quindi la formazione che ho impartito loro, grazie alla quale ora possono dire di avere un lavoro-abilità “tra le mani”. La loro formazione è stata apprezzata e riconosciuta anche fuori Cassano. Poi la soddisfazione di essere stato un formatore di tagli uomo per gruppi di apprendisti presso un’azienda con la quale collaboravo. Per ultimo, ma non per importanza, la soddisfazione di portare gente da fuori, c’è gente che viene da Molfetta, Cerignola, Bari, ma anche da Acquaviva, Gioia e tutto l’hinterland barese. Miei clienti cassanesi residenti a Milano aspettano e prenotano da me quando sono in ferie. Sono diventato, con grande soddisfazione, un punto di riferimento di qualità e professionalità. Il tutto grazie al solo passaparola, perché io i social per pubblicizzarmi non li utilizzo.

Guardando indietro, cosa diresti all’Ezio che dieci anni fa stava iniziando questa avventura?

Gli direi le parole che, oggi che sono padre, dirò a mia figlia quando starà per intraprendere una nuova strada importante: ogni nuova avventura porta con sé tante paure, dubbi, perplessità. Non ascoltare l’eco delle persone che vociferano intorno a te, trasmettendoti ansie e paure, ma prendi il meglio da chi ti sta intorno e ti vuole davvero bene. Lavora sempre con onestà, professionalità e non smettere mai di migliorarti perché nella vita non si è mai arrivati, cerca di essere sempre il migliore nel campo che deciderai di scegliere come tua professione. Affronta e supera la paura, perché solamente quando l’affronterai troverai la luce. Sii coraggioso e non scordarti mai di ascoltare il tuo cuore, perché lui ha già scelto ciò che è giusto prima della tua mente.

Se dovessi raccontare questi dieci anni con una sola parola, quale sceglieresti?

PERSEVERANZA.

 

 

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