Nuovo quadro operativo per la Certificazione Unica 2026
A cura del dott. Massimo Arganese
L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 15 gennaio 2026, ha definito il nuovo quadro operativo per la Certificazione Unica, approvando il modello di CU 2026. Il documento recepisce le novità legislative intervenute nel 2025, delineando gli obblighi comunicativi per i sostituti d’imposta e i nuovi termini per la trasmissione telematica dei dati reddituali.
La Certificazione Unica attesta i dati relativi agli imponibili previdenziali (i contributi trattenuti ai fini della pensione) e riepiloga tutti i redditi corrisposti dal datore di lavoro o dall’Ente pensionistico nell’arco di un anno solare.
La predisposizione della Certificazione unica 2026 serve a garantire il corretto flusso di dati verso la dichiarazione precompilata e assicurare la conformità fiscale dei percipienti.
La struttura della certificazione rimane articolata per sezioni, permettendo la gestione separata delle diverse tipologie di reddito corrisposto. Il modello distingue tra:
- redditi di lavoro dipendente, equiparati e assimilati;
- redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi;
- quadri relativi ai dati previdenziali e assistenziali;
- prospetti per le ritenute operate e le detrazioni spettanti;
Il sistema modulare permette ai sostituti d’imposta di integrare solo i quadri necessari alla specifica posizione fiscale del lavoratore o collaboratore.
Tra le novità principali della Certificazione Unica 2026 si segnalano:
- l’aggiornamento dei campi per i redditi di lavoro autonomo;
- la revisione delle sezioni dedicate ai redditi esenti o soggetti a regimi fiscali sostitutivi;
- il perfezionamento dei dati utili alla determinazione automatica dell’imposta netta.
Il datore di lavoro o l’Ente pensionistico trasmettono il modello ordinario all’Amministrazione finanziaria, oltre a consegnare il modello sintetico di CU al contribuente nell’anno successivo a quello in cui sono stati conseguiti i redditi certificati, oppure entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Per la compilazione e il controllo della CU, il Fisco fornisce ogni anno due software che permettono di predisporre le dichiarazioni.
- Certificazione Unica permette la creazione e compilazione della CU per redditi di lavoro dipendente, autonomo, provvigioni, redditi diversi e da locazioni brevi.
- Per la procedura di controllo, un’applicazione ad hoc consente di evidenziare le anomalie tra dati nel modello e allegati e indicazioni fornite dalle specifiche tecniche, inviando messaggi di errore.
Una delle semplificazioni più rilevanti, confermate anche per il 2026, riguarda i contribuenti in regime forfettario, in pratica i compensi erogati a questi soggetti non devono essere oggetto di certificazione nella CU 2026, essendo stati esclusi dall’obbligo a partire dall’anno d’imposta precedente, tale esclusione riduce gli adempimenti burocratici per i datori di lavoro e/o committenti che operano con professionisti forfettari.
Il provvedimento del 15 gennaio 2026 dell’Agenzia delle Entrate n. 15707 ha stabilito un calendario fiscale della Certificazione Unica 2026 a doppio binario, che supera le vecchie scadenze e introduce un termine più lungo per i lavoratori autonomi, differenziando le date di invio dei dati:
- 16 marzo 2026 termine per l’invio telematico delle certificazioni dei dipendenti, dei collaboratori e di tutti i redditi che alimentano il modello 730 precompilato;
- 16 marzo 2026 scadenza per la consegna del modello sintetico (tramite invio telematico delle certificazioni) ai lavoratori;
- 30 aprile 2026 termine ultimo (nuova scadenza) per la trasmissione dei dati relativi al lavoro autonomo professionale (Partite IVA) e alle provvigioni;
- 31 ottobre 2026 termine ultimo per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante precompilata.
Che si tratti di dipendenti, pensionati o autonomi, la Certificazione Unica dovrà essere consegnata in ogni caso entro il termine ultimo del 16 marzo 2026.
A prescindere dalla scadenza prevista per la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate, pertanto, i datori di lavoro dovranno mettere le CU a disposizione dei contribuenti entro la data di metà marzo così da consentire la predisposizione della dichiarazione dei redditi.
Dott. Massimo Arganese
Studio Arganese & Partners

