Un ritorno, un impegno, una sfida: Davide Carlucci presenta ad Acquaviva il suo ultimo libro “La Rivoluzione del Sud – Perché il Mezzogiorno può cambiare l’Italia”
a cura di Marina Nobile
Una serata partecipata, intensa e ricca di contenuti quella che si è tenuta lo scorso 23 luglio alle ore 19.00, nella parte esterna della Biblioteca Comunale “Maselli Campagna” di Acquaviva delle Fonti, per la presentazione del libro “La Rivoluzione del Sud – Perché il Mezzogiorno può cambiare l’Italia” di Davide Carlucci, pubblicato da Rubbettino.
Oltre all’autore, erano presenti numerosi ospiti istituzionali: il sindaco Marco Lenoci, l’assessora alla Cultura Maria Grazia Barbieri, i sindaci dei Comuni vicini (Cassano, Sammichele, Sannicandro), la consigliera comunale Francesca Pietroforte, il componente della rete Recovery Sud Antonio Piangiolino e, in particolare, Antonio Decaro, europarlamentare ed ex presidente dell’ANCI. A moderare l’incontro Marilda Tria, che ha guidato il dibattito con uno stile sobrio, diretto, creando un clima disteso e partecipato, in cui il pubblico ha potuto sentire il senso profondo non solo del libro, ma anche della visione politica e sociale che lo anima.
La “ritornanza” come atto politico
Il libro, ha spiegato Carlucci, è una riflessione personale e pubblica insieme. Racconta il Sud, ma anche la sua storia: una storia di “ritornanza”, come lui stesso la definisce. Dopo aver lavorato per anni a Milano come giornalista per La Repubblica, Carlucci è tornato nella sua città natale. “All’inizio la candidatura a sindaco era un’ipotesi remota – racconta – ma grazie al sostegno di amici, familiari e cittadini, ho deciso di provarci. E non sono più tornato al Nord”.
Quella scelta, spinta da un sentimento più profondo della nostalgia, si è trasformata in un progetto concreto di trasformazione del territorio. In dieci anni di mandato, Acquaviva è cambiata: sono state riqualificate zone periferiche, riaperti spazi culturali, attivati progetti di partecipazione e sviluppo.
Dalla Zona 167 al Teatro Luciani: esempi di trasformazione
Tra le opere realizzate, il sindaco Marco Lenoci ha citato come esempio emblematico proprio il luogo in cui si è svolta la serata: l’ex macello comunale, trasformato in biblioteca pubblica grazie alla lungimiranza e all’intercettazione di fondi da parte della precedente amministrazione guidata da Carlucci. “Un luogo di sangue e morte è diventato spazio di cultura e studio: questa è la vera rivoluzione”, ha detto Lenoci.
La consigliera Pietroforte ha invece ricordato la riqualificazione dell’ex zona 167, oggi “Zona San Giuseppe”, restituita alla città anche grazie alla vittoria del Piano Periferie, un progetto strategico che vide la partecipazione congiunta dei 41 Comuni della Città Metropolitana. “Un risultato ottenuto nonostante appartenenze politiche diverse: i sindaci hanno fatto squadra per il bene comune”, ha ricordato Pietroforte.
Ma tra tutte le opere, è il recupero del Teatro Luciani a rendere più orgoglioso Carlucci. Rimasto chiuso per decenni, il teatro è tornato a vivere e oggi ospita stagioni teatrali di qualità, con attori e registi di livello nazionale. “Ridare alla città un contenitore culturale di questo tipo – ha detto – è stato uno dei traguardi più sentiti del mio mandato”.
Recovery Sud: una rete politica nata dal basso
Il cuore politico del libro è però Recovery Sud, la rete di Comuni nata da un’idea condivisa tra Carlucci e lo scrittore Pino Aprile, autore del noto Terroni. Mentre Aprile ne intuiva la necessità storica, Carlucci è stato colui che l’ha ideata, strutturata e portata avanti, diventandone presidente e punto di riferimento. Oggi Recovery Sud è una realtà trasversale, apartitica, in cui decine di sindaci del Sud lavorano insieme per dare voce ai territori meridionali nelle politiche nazionali ed europee.
“Abbiamo dimostrato che è possibile fare rete – ha detto Carlucci – e che il Mezzogiorno, se unito, può incidere. I fondi europei, i PON, il PNRR non sono piovuti dal cielo: abbiamo dovuto lottare per ottenere ciò che ci spettava”.
Lo ha confermato Antonio Decaro, ricordando come da presidente ANCI sia stato più volte “tampinato” da Carlucci, perché il Sud non venisse dimenticato nella ripartizione dei fondi. “Grazie alla pressione della rete Recovery Sud – ha raccontato – siamo riusciti a passare dal 40% al 46% dei fondi PNRR destinati al Mezzogiorno, anche se ci sarebbe spettato il 65%. È poco? Sì, ma senza quella battaglia sarebbe stato molto meno”.
Tra i temi più discussi, anche l’autonomia differenziata, vista da Carlucci come un grave rischio per la coesione del Paese. “La differenziazione dei diritti e dei servizi tra Regioni – ha spiegato – cristallizza le disuguaglianze. Serve invece un progetto nazionale che punti sull’equità e sul riequilibrio territoriale”.
Forrest Gump e l’immagine di una corsa collettiva
Il tono della serata ha alternato momenti di analisi e altri più personali e ironici, con diversi aneddoti ricordati da Decaro e Carlucci, tra cui uno legato al film Forrest Gump. “Forrest correva senza sapere perché, ma sentiva che doveva farlo. Così hanno fatto i sindaci del Sud: hanno cominciato a correre, spinti da una voce interiore, da un’urgenza collettiva”, ha raccontato Decaro.
Una risposta naturale, quasi emotiva, che nasce dall’ascolto e dalla visione condivisa di un Sud che ha deciso di alzare la testa e rimettersi in cammino.
Le parole di don Tonino Bello e la chiusura evocativa
A chiudere l’incontro, l’attore Tony Vavalle ha letto alcuni passaggi salienti del libro. In particolare, un brano in cui Carlucci cita papa Paolo VI: “La politica è la più alta forma di carità”, e ricorda il suo incontro giovanile con don Tonino Bello, riportando la frase: “Nasciamo uguali, poi ci dividiamo in ricchi e poveri, amici e nemici”. Un invito potente a recuperare l’essenza dell’uguaglianza e della giustizia sociale.
Vavalle ha anche ricordato un pensiero spesso attribuito a don Tonino: “Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme”. Una frase che ha sintetizzato perfettamente lo spirito del progetto Recovery Sud e del libro stesso.
A conclusione della serata, alcuni cittadini tra il pubblico hanno preso la parola, condividendo riflessioni, domande e testimonianze che hanno arricchito ulteriormente il dibattito, a dimostrazione di quanto il tema del riscatto del Mezzogiorno sia sentito e partecipato.
E allora “Corri, Sud! Corri!”
Non fermarti. Non dargliela vinta a chi ti vuole indietro.
Gioca le tue carte e ricorda che, se è vero che “la vita è come una scatola di cioccolatini”, lo stesso vale per le opportunità: non sai mai quale ti capita! Magari è un bando, un fondo, un’occasione da cogliere e trasformare con tenacia e visione.
Il lavoro è lungo, la burocrazia pesa, ma il risultato può avere il sapore buono delle cose costruite insieme. Quel sapore che racconta chi sei e che può cambiare davvero il volto di un Paese intero.
MARINA NOBILE



