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Fine vita – la Puglia non apra alla morte ma garantisca le cure ​

 

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Il tema del fine vita torna al centro del dibattito politico regionale.

Di fronte alle nuove iniziative legislative sul suicidio medicalmente assistito Monica Fuiano, responsabile provinciale del Dipartimento Famiglia e valori non negoziabili di Fratelli d’Italia e componente del Coordinamento Cittadino di Cassano delle Murge, ribadisce la necessità di mettere sempre al centro la tutela della vita, della dignità della persona e il sostegno a chi vive condizioni di particolare fragilità:
“Innanzitutto ringrazio il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia alla Regione Puglia per l’interrogazione presentata. La priorità delle istituzioni deve essere focalizzata sul supporto assistenziale alle famiglie e ai malati gravi. È dovere dello Stato curare e alleviare le sofferenze non eliminare il sofferente, in quanto ha il compito di dare risposte efficaci e concrete a pazienti e famiglie che chiedono cure palliative e una migliore assistenza domiciliare.

Il Governo ha progressivamente aumentato le risorse: 120 milioni di euro l’anno dal 2025, ai quali si aggiungono 20 milioni di euro annuì dal 2026 destinati all’assunzione di personale per potenziare le reti di cure palliative.

Legiferare sul suicidio assistito non è materia di competenza regionale e la continua spinta in avanti da parte delle regioni, verso un federalismo della morte, non fa che dividere la Nazione e mancare di rispetto al ruolo del Parlamento.
Il suicidio e il suicidio assistito sono sempre un fallimento sociale”.

 

 

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