Piscina. Botta e risposta politica sulla mancata riapertura e sui costi
La vicenda della piscina comunale di Gioia del Colle continua a far discutere la politica cittadina e la cittadinanza, trasformandosi in un acceso scontro tra maggioranza, opposizione e opinione pubblica sui tempi di riapertura e sulla gestione dei costi. L’impianto, ormai chiuso da circa quattro anni, resta al centro di rimpalli di responsabilità che vedono sul banco degli imputati i continui ritardi nella consegna della struttura.
Dal fronte dell’opposizione, il capogruppo del Partito Democratico, Alessandro De Rosa, ha riacceso i riflettori sulla questione a seguito di un sopralluogo effettuato il 7 agosto. Secondo l’esponente Dem, le promesse dell’amministrazione di restituire l’impianto alla città entro fine estate 2026 sarebbero destinate a sfumare, proprio come la precedente scadenza ipotizzata per l’inizio dell’anno. De Rosa sottolinea come, a fronte di quasi un milione di euro di fondi pubblici impegnati, i lavori risultino ancora lontani dalla conclusione, con l’impiantistica incompleta, il telo della vasca da posizionare e le operazioni di riempimento ancora da avviare, mettendo a rischio l’accordo di massima con la società scelta per la sua gestione previsto per il 31 agosto e costringendo i cittadini a rimanere “pendolari dello sport”.
La replica della maggioranza non si è fatta attendere. La consigliera comunale di Forza Italia, Antonella Spinelli, ha difeso l’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Mastrangelo e dell’assessore Gallo, ricordando le pesanti criticità legali e strutturali ereditate dal passato. Spinelli ha attaccato direttamente l’atteggiamento dell’opposizione, evidenziando come in aula il gruppo del Partito Democratico abbia scelto di non partecipare alla votazione sulla variazione di bilancio necessaria a stanziare le nuove somme per il completamento dell’opera, mentre altri consiglieri di minoranza vi si sono opposti con voto contrario, accusando il PD di fare propaganda sui social a fronte di un disimpegno nelle sedi istituzionali.
In questo quadro s’innesta lo scetticismo della cittadinanza, che osserva dubbiosa lo scambio di accuse. Da parte di diversi residenti si sollevano dubbi sulla sostenibilità della tesi dell’eredità amministrativa dopo diversi anni di governo locale (7 anni con lo stesso sindaco e forze politiche), ponendo l’accento sui conti complessivi dell’opera e sul calcolo delle ulteriori risorse stanziate. Il voto contrario o l’astensione dell’opposizione vengono così letti da una parte della comunità non come un rifiuto della riapertura della piscina, bensì come una contestazione verso la lievitazione dei costi e verso una gestione dei cantieri ritenuta priva di una chiara pianificazione.

