“La Gioia di Esserci” un investimento da 20.200 euro in eventi. Facciamo chiarezza
20.200 euro per promuovere Gioia del Colle: il progetto turistico tra comunicazione, accoglienza e valorizzazione del territorio.
Sedici mila euro di finanziamento regionale e 4.200 euro di compartecipazione comunale, per un totale di 20.200 euro. È la cifra destinata al progetto “La Gioia di Esserci”, nato con l’obiettivo di promuovere Gioia del Colle, rafforzare l’accoglienza turistica, incrementare i flussi di visitatori e contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta.
Un investimento non irrilevante, soprattutto se rapportato alle dimensioni della città. Ed è proprio per questo che il progetto merita di essere osservato non soltanto per le iniziative organizzate, ma anche per come sono state programmate, comunicate e gestite.
Il primo elemento riguarda i tempi. La programmazione prevedeva attività già a partire dalla fine di luglio, con una prima settimana dedicata ai laboratori ambientali. La promozione degli appuntamenti, però, è diventata particolarmente visibile soltanto nei primi giorni di agosto. È una circostanza che pone una domanda semplice: se l’obiettivo è attirare visitatori, quanto può essere efficace promuovere un calendario quando alcuni degli appuntamenti sono già iniziati o si sono conclusi?
C’è poi il tema dell’accoglienza, che dovrebbe rappresentare uno degli elementi centrali di un progetto finanziato proprio per rafforzare l’informazione turistica. Sui canali dedicati all’iniziativa era stato indicato come sede dell’Info-Point un indirizzo nel quale si trova effettivamente un locale con l’insegna “Info-Point”, ma che risultava chiuso da tempo. Per un visitatore che arriva da fuori città, avere un riferimento apparentemente chiaro ma non operativo rischia di trasformarsi in un ostacolo anziché in un servizio.
L’indirizzo è stato successivamente corretto. Un piccolo episodio, ma significativo, perché quando si parla di accoglienza turistica anche un’informazione apparentemente semplice, come sapere dove trovare un punto informazioni, può fare la differenza.
A questo si aggiunge un altro aspetto. Tra gli obiettivi del finanziamento regionale c’è anche il potenziamento del servizio attraverso l’ampliamento degli orari di apertura degli Info-Point. Diventa quindi importante capire se questo ampliamento sia stato effettivamente realizzato e quale sia stata, concretamente, la disponibilità del servizio durante il periodo di maggiore afflusso.
Un ulteriore elemento riguarda la scelta di chi ha realizzato il progetto. L’intero intervento, del valore di 20.200 euro, è stato affidato a un’associazione con sede ad Acquaviva delle Fonti. Nulla vieta, naturalmente, che un soggetto esterno operi in un Comune diverso dalla propria sede. La questione è però capire quanto, in un progetto pensato per valorizzare una specifica destinazione turistica, sia stato coinvolto il patrimonio umano e professionale della città.
Il programma dedica infatti una parte delle attività alle “Eccellenze della città”, attraverso contenuti video dedicati a laureati, artisti, pittori e musicisti così famosi da non ritenere necessario indicare il cognome. Ma la valorizzazione delle competenze locali sembra affidarsi soprattutto alla produzione di contenuti, mentre resta meno evidente un coinvolgimento strutturato delle associazioni, degli operatori culturali e delle altre realtà del territorio.
C’è poi un aspetto particolarmente delicato nella gestione del progetto. All’associazione esterna non è stata affidata soltanto l’organizzazione delle attività, ma anche un’attività di supporto al Comune nella gestione amministrativa e nella rendicontazione: acquisizione dei dati, gestione di fatture e pagamenti, rapporti con i fornitori e adempimenti connessi alla rendicontazione del finanziamento. Un doppio ruolo che rende ancora più importante conoscere con chiarezza quali siano state le responsabilità dei diversi soggetti e quali controlli siano rimasti in capo all’amministrazione.
Infine, c’è la natura stessa delle iniziative. Il finanziamento non nasce semplicemente per offrire attività estive ai residenti, ma per aumentare i flussi turistici, migliorare l’accoglienza e attirare visitatori anche da fuori città. Nel programma compaiono tuttavia concorsi fotografici e iniziative sui social, come “Cucina con Gioia” e “Gioia a Ferragosto”, oltre a laboratori per bambini con un numero massimo di partecipanti.
Sono iniziative che possono certamente coinvolgere la comunità locale, ma resta da valutare quanto siano efficaci nel raggiungere l’obiettivo più ampio di portare nuovi visitatori a Gioia del Colle.
Il tema, quindi, non è mettere in discussione a priori il progetto né attribuire irregolarità sulla base di singoli elementi. È chiedersi se, a fronte di un investimento complessivo di 20.200 euro, tutti gli obiettivi dichiarati siano stati realmente perseguiti con la stessa intensità: dalla promozione tempestiva all’accoglienza, dall’ampliamento degli orari dell’Info-Point alla valorizzazione delle professionalità locali, fino alla capacità concreta di attrarre persone da fuori.
Nel frattempo, al post pubblicato sui social è arrivata una risposta da parte della pagina “La Gioia di Esserci”.
Inizialmente avevo pensato di controbattere punto per punto, anche perché le argomentazioni fornite appaiono in più passaggi deboli e imprecise, e meriterebbero un confronto più approfondito carte alla mano. Ho preferito tuttavia non alimentare un infinito botta e risposta nei commenti.
C’è poi una questione di metodo che ritengo fondamentale: io ci metto la faccia, con il mio nome e il mio cognome. Dall’altra parte risponde la pagina di un progetto, che il sistema automatico di Facebook aveva persino classificato inizialmente tra i possibili contenuti spam. Non ha molto senso trasformare una riflessione pubblica sull’uso delle risorse della comunità in una discussione infinita con un profilo social.
Due cose, però, credo sia giusto evidenziarle.
La prima è che, se non altro, attraverso questa discussione i cittadini hanno potuto scoprire che l’Info-Point dovrebbe effettuare orari prolungati (il venerdì, sabato, domenica, ponti e festivi dalle 9 alle 22) e che si provvederà ad affiggere la segnaletica per indicarne la sede. Se una domanda serve a far mettere un cartello informativo e a chiarire un servizio che prima era poco visibile, significa che l’attenzione civica ha già prodotto un piccolo risultato concreto.
La seconda riguarda un principio ancora più semplice: chiedere conto di come vengono spesi 20.200 euro di fondi pubblici è un diritto dei cittadini. Rispondere con chiarezza e puntualità è il minimo che ci si possa aspettare quando si gestiscono risorse della collettività.
Nulla di tutto questo ha a che fare con le “polemiche sterili”. Chiedere trasparenza e verificare come vengono impiegati i soldi pubblici è l’abc della partecipazione democratica. E su come questo investimento si tradurrà in promozione e turismo reale per Gioia del Colle, continuerò semplicemente a fare attenzione.
Antonella Campagna

