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Redditi, cassanesi nella fascia medio-bassa nella provincia di Bari ​

 

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Sono 10.608 i cittadini di Cassano delle Murge che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nell’anno fiscale 2024, per un reddito complessivo che supera i 207 milioni di euro.

Lo rivelano i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’annuale rilevazione IRPEF su base comunale, una fonte preziosa per leggere la realtà economica dei territori al di là delle statistiche aggregate.

Il reddito medio per contribuente si attesta intorno ai 19.528 euro, un valore che racconta una comunità di dimensioni medie – poco più di 15.000 abitanti – con un’economia prevalentemente legata al lavoro dipendente e alle pensioni.

La struttura del reddito cassanese è dominata dal lavoro dipendente: ben 6.086 contribuenti – il 57,4% del totale – dichiarano redditi da lavoro subordinato o assimilati, per un ammontare complessivo di oltre 120 milioni di euro.

Seguono i pensionati: 3.261 persone (il 30,7% dei dichiaranti) che percepiscono trattamenti pensionistici per circa 64,8 milioni di euro.

Insieme, queste due categorie rappresentano quasi nove contribuenti su dieci, un segnale eloquente di una comunità in cui il lavoro autonomo e l’imprenditoria sono realtà abbastanza marginali.

I lavoratori autonomi risultano infatti appena 93, con un reddito complessivo di poco superiore ai 4,1 milioni di euro.

Ancora più contenuta la presenza degli imprenditori in contabilità semplificata: 241 soggetti per circa 5,2 milioni di euro di reddito.

Numeri che fotografano un tessuto produttivo locale limitato, dove la grande maggioranza della popolazione dipende da un datore di lavoro – pubblico o privato – o dalla previdenza.

La distribuzione dei contribuenti per fasce di reddito conferma il quadro di una comunità a redditi prevalentemente medio-bassi.

La fascia più popolosa è quella fino a 10.000 euro, con 3.182 persone (il 30% del totale), seguita dalla fascia tra 15.000 e 26.000 euro (2.793 contribuenti, pari al 26,3%) e da quella tra 26.000 e 55.000 euro (2.745 persone, il 25,9%).

I redditi più elevati sono una minoranza netta: solo 171 cassanesi si collocano tra i 55.000 e 75.000 euro, mentre appena 103 superano i 75.000 euro annui.

Sul fronte fiscale, l’imposta netta versata complessivamente dai contribuenti cassanesi ammonta a 31,5 milioni di euro, con un’aliquota effettiva media del 15,9% calcolata sul reddito imponibile. A questa si aggiungono le addizionali: quella regionale ha generato entrate per 2,6 milioni di euro, mentre quella comunale si è fermata a 1,3 milioni. Sono cifre che danno la misura della capacità contributiva del territorio e del gettito che le istituzioni locali possono contare per i propri servizi.

Un dato interessante riguarda il patrimonio immobiliare: 5.378 contribuenti – oltre la metà dei dichiaranti – denunciano redditi da fabbricati per un totale di circa 4,6 milioni di euro. Un numero che suggerisce una discreta diffusione della proprietà immobiliare e dove la casa di proprietà rappresenta spesso il principale asset familiare.

Non va trascurata la quota di contribuenti che beneficiano del trattamento integrativo – il cosiddetto “bonus IRPEF”: a Cassano delle Murge ne hanno usufruito 1.398 persone per un ammontare totale di circa 1,2 milioni di euro. Un segnale che una quota non trascurabile di lavoratori dipendenti si trova in quella fascia di reddito bassa che l’ordinamento fiscale italiano tutela attraverso questa misura di sostegno.

Nel complesso, il ritratto che emerge da questi dati è quello di una comunità laboriosa, radicata nel territorio, ma economicamente fragile.

Cassano delle Murge vive principalmente di stipendi e pensioni, con un reddito medio pro capite che non raggiunge i 20.000 euro annui e con una fascia molto ampia di contribuenti al di sotto dei 15.000 euro tanto che Cassano rientra tra i Comuni con reddito-medio basso fra quelli in provincia di bari. Una fotografia che dovrebbe guidare le scelte dell’amministrazione locale nella definizione delle aliquote addizionali e nell’orientamento delle politiche sociali, consapevole che la base imponibile del comune è quella di una comunità di lavoratori di medio e basso reddito

 

 

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