“Il Giovane Chiaffredo Bergia”, un eroe simbolo della missione dell’Arma
Al Senato la presentazione del volume, a firma di De Carolis e Cotti, sul Capitano dei Carabinieri che anticipò i moderni metodi investigativi
Martedì 24 febbraio 2026, alle ore 9.00, la Sala “Caduti di Nassiriya” del Senato della Repubblica ha ospitato la conferenza stampa per la presentazione del libro “Il giovane Chiaffredo Bergia” di Stefano De Carolis e Nicola Cotti, edito da Carta Bianca.
L’opera, patrocinata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e dal Comune di Paesana (CN), ricostruisce la figura di Chiaffredo Bergia, approfondendone il profilo umano e professionale attraverso un rigoroso lavoro di ricerca storica.
Dopo i saluti istituzionali della Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, ha introdotto i lavori, moderati da Giovanni Cecini, storico militare, il Senatore Filippo Melchiorre, Vicepresidente della VI Commissione Finanze e Tesoro e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sul terrorismo.
Insieme agli autori, è intervenuto il Senatore Roberto Menia, Vicepresidente della III Commissione Affari Esteri e Difesa, e il Generale di Brigata Antonino Neosi, Direttore dei Beni Storici e documentali dell’Arma dei Carabinieri. L’incontro è stato moderato da Giovanni Cecini, storico militare.
Senatrice Rauti: “Bergia fu un precursore dei moderni metodi investigativi”
La conferenza stampa si è aperta con i saluti istituzionali della Senatrice Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa:«La storia di Chiaffredo Bergia – Medaglia d’oro al valor militare dell’Arma dei Carabinieri – è la conferma che l’identità dell’Italia si fonda anche sul contributo di chi – ieri come oggi – ha giurato di servire la Patria con disciplina, lealtà e onore. Ma ci sollecita anche nella riflessione su cosa significhi servire lo Stato: coraggio, spirito di sacrificio e capacità di visione prospettica. Bergia infatti non fu soltanto un uomo coraggioso fu anche un innovatore, un precursore di quei principi operativi che, con l’evolversi delle esigenze dello Stato e della società, avrebbero caratterizzato – fino ai nostri giorni – l’azione dei Reparti operativi e di intelligence più avanzati».
«In un’Italia che stava costruendo la sua identità nazionale post unitaria – ha rimarcato la Senatrice Rauti – Bergia intuì che per fronteggiare e debellare il fenomeno del Brigantaggio era necessario non solo impiegare il metodo della forza e della repressione ma comprendere le dinamiche complesse di reclutamento e le motivazioni del fenomeno. Per questo “l’eroe degli Abruzzi” ricorse ai “travestimenti”, all’infiltrazione, alla mimetizzazione: si fingeva contadino, pastore, mendicante; ascoltava, osservava, raccoglieva informazioni sul campo, anticipando un metodo operativo moderno basato sulla conoscenza diretta del territorio, sui profili psicologici ed i contesti sociali dei personaggi coinvolti.
Questa logica ha trovato la sua più compiuta e matura espressione nei Reparti Speciali dell’Arma: dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) alle Unità di pronto intervento, fino alle componenti specializzate nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo. Strutture che si muovono con intelligenza operativa, pazienza investigativa, capacità di leggere ambienti ostili, agendo sempre con discrezione».
«Dal volume – ha aggiunto – emerge una trama di simbolica continuità operativa e metodologica tra il Capitano ed i Nuclei investigativi impegnati a smantellare reti criminali o ad intercettare minacce complesse ed oggi di natura ibrida. Una continuità che caratterizza l’Arma e la sua straordinaria capacità di evolversi nei metodi, nelle analisi e nelle procedure in relazione alle sfide attuali, senza mai perdere la vocazione di servire lo Stato, di proteggere i cittadini, di essere presidio di prossimità e di legalità sul territorio».
«Nella figura e nell’operato di Chiaffredo Bergia riconosciamo un valore perenne, quello di una missione al servizio della comunità. Ed in questo senso il giovane Capitano è anche un simbolo ed una storia da raccontare alle nuove generazioni, alle quali dobbiamo trasmettere il senso delle radici e della identità nazionale, per favorire il consolidamento di una visione prospettica ed il giusto senso critico per leggere il futuro. Custodire e raccontare tali eredità ideali – ha concluso la Senatrice Rauti – significa rafforzare la coscienza condivisa e rinnovare ogni giorno il patto tra istituzioni e cittadini. Significa continuare a servire l’Italia con onore, nel solco di valori metastorici e perenni, solida garanzia di libertà e della nostra unità nazionale».

Senatore Filippo Melchiorre: “Il profondo legame di Bergia con la città di Bari”
Il Senatore Filippo Melchiorre, Vicepresidente della VI Commissione Finanze e Tesoro e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sul terrorismo: «Il libro racconta la vita di uno degli eroi più decorati dell’Arma dei Carabinieri e il suo profondo legame con la città di Bari. A testimonianza del legame tra Bergia e Bari, la caserma sede del Comando Legione Carabinieri “Puglia” di Bari porta proprio il suo nome, segno tangibile di una memoria che continua a vivere nelle istituzioni e nella comunità». «Questo libro – ha stigmatizzato – non è una semplice biografia: gli autori, con un’indagine archivistica meticolosa, tratteggiano un ritratto completo, documentato e umano di questo Eroe».
«Un sentito ringraziamento va a coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa iniziativa con i loro interventi istituzionali: Isabella Rauti, Sottosegretario alla Difesa, Vito Leccese, Sindaco di Bari e Roberto Menia, Vicepresidente della III Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato. Ringrazio inoltre le numerose autorità civili e militari intervenute da tutta Italia e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, per aver reso questo momento ancora più significativo». «Desidero sottolineare il profondo rispetto e la sincera gratitudine che questo Governo nutre verso tutte le Forze Armate e le Forze dell’Ordine, presidio imprescindibile della sicurezza, della libertà e della coesione nazionale» – ha concluso il Senatore Melchiorre.
Senatore Roberto Menia: “Bergia simbolo di dedizione a una missione nobile e coraggiosa”
Il Senatore Roberto Menia, Vicepresidente della III Commissione Affari Esteri e Difesa, ha posto l’accento sull’occasione offerta dal saggio “Il Giovane Chiaffredo Bergia” di «ricordare un grande uomo, al servizio di un’Italia appena nata, divenuto simbolo di dedizione assoluta a una missione nobile e coraggiosa. Una missione che si rinnova, anno dopo anno, nella storia dell’Arma dei Carabinieri, custode dei valori fondanti di tradizione, unità della Patria e servizio verso i cittadini».
«Quanti Carabinieri hanno sacrificato la propria vita, intrecciando storie di straordinaria umanità e costruendo legami profondi nel nome dell’onore, della fedeltà e dello spirito di sacrificio, contrastando ogni forma di criminalità – quella che un tempo si chiamava brigantaggio e che oggi assume volti diversi, ma non meno insidiosi».
«Ricordare – dal latino re-cordari, “riportare al cuore” – significa proprio questo: custodire nella coscienza e nell’impegno quotidiano non solo la memoria di una figura esemplare, ma il messaggio che ha consegnato all’Italia intera. Un messaggio di servizio, responsabilità e amore per la comunità, che continua a vivere nell’azione silenziosa e coraggiosa di chi indossa una divisa al servizio del Paese».
Il videomessaggio del Sindaco metropolitano Vito Leccese
Durante la conferenza stampa è intervenuto anche Il Sindaco metropolitano, Vito Leccese, con un videomessaggio in cui ha richiamato «il legame profondo tra Bergia e la città di Bari. Proprio nel capoluogo pugliese, l’ufficiale si distinse per un episodio di straordinario coraggio durante un’evasione dal Castello Svevo di Bari, guadagnandosi la stima e l’affetto della cittadinanza. Bari fu anche l’ultimo luogo del suo servizio e della sua vita: qui tornò da Capitano nel 1892 e qui morì, suscitando una partecipazione popolare imponente ai suoi funerali». «A testimonianza di questo legame – ha ricordato Leccese – la caserma sede del Comando Legione Carabinieri “Puglia” di Bari è intitolata proprio al Capitano Chiaffredo Bergia, segno tangibile di una memoria che continua a vivere nelle istituzioni e nella comunità barese».
Un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni
Tra gli interventi, anche quello del Generale di Brigata Antonino Neosi, Direttore dei Beni Storici e Documentali dell’Arma dei Carabinieri, che ha evidenziato l’importanza di una ricostruzione storica fondata su fonti primarie e documentazione ufficiale.
Il volume di Stefano De Carolis e Nicola Cotti si propone così non soltanto come biografia, ma come studio storico che evidenzia una continuità metodologica tra l’azione del Capitano Bergia e quella dei moderni nuclei investigativi impegnati nel contrasto alle minacce complesse e ibride.
Un’eredità, è stato sottolineato più volte nel corso della mattinata, che travalica la dimensione commemorativa e si configura come patrimonio ideale da trasmettere alle nuove generazioni, quale fondamento di identità, coesione e coscienza istituzionale.
L’articolo “Il Giovane Chiaffredo Bergia”, un eroe simbolo della missione dell’Arma proviene da Turi – La Voce del Paese.

